Siamo studenti del Liceo Lollino Classico e Scientifico di Belluno. Durante l’anno scolastico 2018/2019 abbiamo svolto un corso di tecniche dell’informazione, al termine del quale abbiamo deciso di realizzare un esperimento di data journalism, scegliendo il tema dell’Europa e della percezione che ne hanno i nostri coetanei. Abbiamo quindi creato:

  1. un questionario rivolto agli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, condiviso e diffuso dalla Consulta Provinciale degli Studenti e dalle Scuole in Rete per un Mondo di Solidarietà e Pace;
  2. una video inchiesta con le interviste ad alcuni europarlamentari o candidati alle elezioni del 26 maggio, a studenti e a esperti che ci hanno aiutato a comprendere più a fondo alcuni temi legati all’Unione Europea.
  3. Questo blog che riassume i risultati del nostro lavoro.

Più di mille ragazzi (1038) del terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori bellunesi hanno compilato il nostro questionario on line (sui moduli docs.google.com/forms); tra questi, più del 50% ha avuto diritto di voto il 26 maggio, giorno delle elezioni del Parlamento Europeo. Un campione eterogeneo sia per quanto riguarda il Comune di appartenenza all’interno della provincia di Belluno, sia per quanto concerne l’istituto frequentato.

Dopo alcune domande generiche, utili per la statistica, troviamo subito la richiesta di valutare se la libera circolazione degli individui nell’Unione sia effettivamente un vantaggio; un’ampia fetta dei ragazzi lo ritiene tale (più del 90%), avvalorando le politiche sviluppate dalle istituzioni europee per raggiungere questo obiettivo, uno dei capisaldi dell’Unione.

Alla luce dei recenti dibattiti riguardo all’efficacia delle politiche europee ci siamo chiesti: i giovani bellunesi pensano che l’Unione adotti una quantità sufficiente di politiche unitarie? No, il 62,6% ha risposto poco o per niente. C’è una richiesta chiara, insomma, di aumentare gli ambiti in cui gli Stati membri possono e devono creare politiche comuni.  Risposta coerente con quella data alla domanda successiva, che testimonia  come una minoranza, anche se consistente (il 38%) si dica molto o moltissimo d’accordo con l’idea che  i Paesi membri subiscano dei limiti eccessivi alla loro azione.

E veniamo alla questione più importante: l’Europa unita è in progetto positivo, ma che necessita di riforme, per oltre il 64,8% degli intervistati. Il 22,6% ha scelto invece la risposta più idealistica: un progetto indispensabile per garantire un futuro di pace e sviluppo. Solo il 5,2% lo ritiene un progetto fallito, ma non sono molti (7,3%) nemmeno coloro che ritengono che abbia già raggiunto buoni risultati. Europeisti, insomma, ma riformisti e intenzionati a dire la loro: tra coloro che avrebbero compiuto 18 anni in tempo, la maggioranza ha espresso la volontà di andare a votare il 26 maggio, a fronte però di una sacca di indecisi ancora molto consistente.

Ma quali possibilità offerte dall’Europa sono ritenute più importanti,  dai giovani bellunesi,  per il loro futuro? Quella di lavorare all’estero in condizioni di sostanziale parità è stata scelta dalla metà dei ragazzi. Se a questo dato sommiamo la richiesta di finanziamenti per la propria futura attività lavorativa (13,8%) ecco che risulta evidente come il lavoro sia già la prima preoccupazione dei ragazzi, a fronte di un 12,5% che ha scelto come opzione un programma, ormai dato forse per scontato,  come l’Erasmus+, pure incentrato da tempo anche sulla dimensione lavorativa.

In cima alle priorità per i prossimi anni i giovani bellunesi collocano la stabilità dell’Euro e una risposta strutturale alle politiche di accoglienza dei migranti (entrambe intorno al 55%: era possibile in questo caso dare più di una risposta).Molto frastagliata la torta del senso di appartenenza, dalla quale emerge comunque che, rispetto alle comunità locali o a quella  nazionale, l’idea di appartenere in modo prevalente all’Unione Europea è ancora in ritardo (6%). 

Quanto alle competenze, si avvicina al 70% la consapevolezza che le elezioni del 26 maggio riguardassero solo il Parlamento Europeo. Molti, anche se non la maggioranza assoluta, pensano che la Commissione Europea (che ha l’iniziativa legislativa) approvi anche le leggi insieme al Parlamento, ruolo che spetta invece al Parlamento e al Consiglio dell’Unione. La maggioranza ha infine risposto correttamente alla domanda riguardante la composizione del Consiglio Europeo.